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I mercati finanziari sono ambienti dinamici in continua evoluzione. Come trader, saper interpretare accuratamente il contesto di mercato è una competenza cruciale per prendere decisioni informate. Con “contesto” ci si riferisce alla comprensione delle condizioni di un mercato in un determinato momento.

Per facilitare la comprensione di questo concetto, possiamo immaginare il mercato come un palcoscenico su cui si svolgono diverse “scene” o fasi. Ovviamente, non è possibile ridurre ad un’etichetta ogni tipo di evento che potrebbe verificarsi, ma generalmente vedrai qualche variazione delle fasi seguenti:

Prima fase: la febbre dell’apertura

Durante l’apertura, tutti i partecipanti del mercato sono ansiosi di mettersi in gioco, pronti sulla linea di partenza. Un istante dopo il suono della campanella, multiple posizioni vengono aperte e chiuse; i partecipanti cercano di difendere i propri ingressi, tentando di originare un momentum da cavalcare per il resto della sessione. Chi è dalla parte giusta cerca di cavalcare l’onda il più a lungo possibile, mentre chi è dalla parte sbagliata liquida le proprie posizioni. 

In questo contesto si verifica un flusso costante di volume, i cui momenti di picco sono identificabili quando l’auction tenta di rompere o testare livelli bias ad alto timeframe considerati di ampio interesse. L’esito di queste battaglie, può confermare o mutare il bias per il resto della sessione. Dinamiche simili si verificano anche attorno al rilascio delle news ad alto impatto, con momenti di volatilità maggiormente amplificati a causa della minore attività dei market maker. 

Seconda fase: il lento-violento

Dopo l’open, i trader che gestiscono posizioni di una certa dimensione cercano di posizionarsi per il movimento che determinerà il bias per il resto della sessione, in modo lento e metodico. 

Questa fase, meno volatile rispetto all’open, offre sovente l’opportunità di sfruttare rotazioni pulite ed influenzate esclusivamente da fattori tecnici, a patto che si sia dotati della pazienza di seguire lo svolgimento dell’auction con calma, seguendo il ritmo del mercato. 

Solitamente questo contesto si verifica dopo che l’IBR (Initial Balance Range) è pienamente formato, quindi durante la tarda mattinata e durante la sessione pomeridiana di New York, per chi trada principalmente strumenti facenti parte del CME e CBOT, a patto che il mercato non sia ancora in attesa del rilascio di una news ad alto impatto. 

Terza fase: le sabbie mobili

In questa fase la maggior parte dei grandi partecipanti del mercato e degli scalper hanno già concluso la propria attività. Gli unici partecipanti rimasti sono quei trader a breve termine che, essendo in perdita, cercano disperatamente l’opportunità di tornare a break even. Oltre ad essi sono attive quelle grandi istituzioni costrette a monitorare i mercati costantemente. 

In questo contesto l’auction spesso assume un aspetto che, se visto da un punto di vista tecnico, potrebbe suggerire un importante movimento imminente. Tuttavia, a causa della mancanza di volumi e partecipazione attiva, l’auction rimane incastrata in un micro range, incastrando i trader nel temuto “chop”. Il risultato è che potresti rimanere intrappolato in una posizione per ore senza che accada nulla di rilevante, o, ancora peggio, rimanendo incastrato in un drawdown. 

Quarta fase: fine dei giochi – il mercato in pausa

Nessun volume, nessuna iniziativa. Ogni trade aperto in questo contesto è effettivamente un coin-flip. Ciò accade durante le festività, i periodi di rollover durante i giorni in cui tutti i partecipanti sono in attesa del rilascio di una notizia ad alto impatto come il FOMC, l’unemployment rate ecc. 

Durante le giornate normali -in certi mercati più che in altri- questa condizione può caratterizzare anche la sessione ETH, quando tutti i partecipanti del mercato se ne sono andati, inclusi coloro che sono rimasti in trappola durante la terza fase. 

Come determiniamo i periodi di maggiore attività in un dato mercato? 

Analisi del top of the book e successivo controllo della liquidità

Quando si approccia qualsiasi mercato è bene familiarizzare con ciò che è considerata la liquidità normale durante le varie ore del giorno. L’analisi del top of the book a livello orario può aiutare a distinguere i livelli di liquidità normali da eventuali anomalie. Una volta determinata la media, durante il trading è bene sempre avere il DOM aperto anche se non si effettua DOM scalping. Tale pratica dà modo al trader di comprendere a colpo d’occhio se la liquidità media corrisponda o meno alla norma del periodo. In caso di anomalie meglio evitare di tradare perché solitamente questo è ciò che si verifica poco prima del rilascio di una news ad alto impatto. 


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Controllare i dettagli orari sul sito dell’exchange

Per ogni contratto futures esiste una pagina dedicata sul sito dell’exchange (CME o EUREX). Qui è possibile controllare i dettagli legati all’orario di trading oltre alle specifiche del contratto ed il margine richiesto per il mantenimento delle posizioni. Approcciare un nuovo strumento senza leggere quali siano le “trading hours” ed il relativo “settlement price”, ossia la determinazione da parte dell’exchange del prezzo di chiusura della sessione, significa andare alla cieca. Nessun trader ha mai fatto nulla di buono andando alla cieca. 

Analizzare volume orario medio e numero di trade eseguiti

Il volume orario può dare una vaga idea di quali siano le fasce orarie in cui si verificano i picchi di attività durante la sessione di trading, tuttavia è un’informazione piuttosto limitata. All’analisi statistica del volume orario medio è bene aggiungere anche il numero di trade eseguiti in un dato periodo. Ad un ampio numero di trade eseguiti corrisponde un buon indice di partecipazione. Infine il volume per numero di trade può indicare se durante il frangente orario XY partecipino o meno trader di grossa taglia. 

Analisi delle rotazioni

La price action di ogni strumento di trading è determinata da un’auction ed ogni auction ha il suo ritmo. Una rotazione è originata dalla fisiologica alternanza tra test della liquidità passiva sul lato ask e sul lato bid. Indicatori come lo Zig-Zag consentono ai trader di avere un feedback visuale di quello che è il ritmo del mercato sul timeframe preso in esame

Oltre a questo è possibile ricavare statistiche relative al tempo medio necessario per completare una rotazione “normale”, così come il quantitativo medio di volume e delta scambiato a seconda delle diverse fasce orarie. Queste statistiche possono aiutare i trader a modulare le proprie aspettative a seconda dello strumento e del frangente orario selezionato per le proprie attività di trading. 

Capacità di adattamento

Analizzando le condizioni di mercato attuali attraverso questi fattori, i trader possono comprendere meglio il contesto di mercato, sincronizzando l’esecuzione alle aspettative. 

A costo di essere ripetitivi, è necessario ribadire che le condizioni di mercato sono in continua evoluzione. Ogni trader deve quindi dimostrare flessibilità, adattandosi mano a mano che l’ambiente cambia. L’analisi del contesto tramite la statistica dovrebbe essere quindi un processo da applicare costantemente.

Padroneggiare l’analisi del contesto di mercato è una caratteristica chiave dei trader esperti. L’analisi statistica permette di implementare diverse strategie di trading efficacemente nei momenti appropriati. Senza una lettura adeguata delle condizioni, anche le migliori strategie possono rendere al di sotto delle aspettative. I mercati hanno sempre ragione ed è il trader a doversi adattare. Purtroppo il contrario non è possibile.

Nel prossimo articolo di questa serie vedremo nel dettaglio come approcciare un nuovo mercato per il daytrading, ricavando su base oggettiva quali siano le fasce orarie più interessanti per mettersi all’opera. 

TLDR

  • Il trading è un’attività dinamica che richiede una continua adattabilità e una profonda comprensione dei vari contesti di mercato.
  • Esistono quattro fasi di attività per ogni mercato:
    • Open: caratterizzata da alto volume ed alta volatilità. Tutti i partecipanti sono attivi; 
    • Post-open: Volatilità moderata, alta liquidità, volume normale. 
    • Trappola: Bassa volatilità, basso volume. La fase da evitare per non rimanere intrappolati. 
    • Mercato inattivo: partecipazione assente a causa di festività o attesa per il rilascio di una news ad alto impatto. 
  • Si può distinguere le diverse fasi di mercato tramite i seguenti modi:
    • Analisi del top of the book e controllo della liquidità; 
    • Dettagli orari sul sito dell’exchange, come open e settlement price; 
    • Variazione di volume orario nel corso della giornata; 
    • Variazione del numero di ordini eseguito per ogni ora della giornata di trading; 
    • Rapporto tra numero di trade eseguiti e volume per identificare la tipologia di partecipanti attivi; 
    • Analisi delle rotazioni e delle statistiche associate. 

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Flavio "L4z0r" F.

Full-time Trader; SaviusLLC blogger. Twitter profile: https://twitter.com/L4z0r

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