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Pochi giorni fa abbiamo ufficialmente lanciato il podcast ufficiale di Savius, Traders Talk. Nel corso della prima puntata, abbiamo avuto il piacere di intervistare Gianluca Salvatori, un trader istituzionale noto per la sua carriera di successo in Intesa Sanpaolo e successivamente come trader indipendente. Con anni di esperienza nel settore, Gianluca è riuscito a distinguersi grazie alle sue strategie di trading efficaci. La sua carriera è un esempio per molti aspiranti trader. In questo articolo ripercorriamo assieme i punti salienti dell’intervista, che è possibile visualizzare cliccando qui

Background e formazione accademica

Gianluca Salvatori inizia il suo viaggio nel mondo della finanza durante gli anni universitari, studiando economia e commercio

Durante questo periodo scopre la sua passione per i mercati finanziari, grazie all’influenza di un professore in particolare che lo introduce al mondo del trading. Inizia così a dedicare il suo tempo libero allo studio dei mercati. Sono anni di formazione intensiva, in cui Gianluca getta le fondamenta del suo futuro da trader professionista.

Dopo aver completato gli studi, Salvatori inizia a lavorare nel settore finanziario in Intesa San Paolo, acquisendo preziose esperienze che successivamente definiranno la sua carriera. In banca, Gianluca impara a gestire portafogli complessi, a prendere decisioni in tempi rapidi ed a interpretare i segnali del mercato. Sono anni intensi, in cui affina le sue competenze.


Le tappe della carriera di Gianluca Salvatori

2000: Assume il ruolo di portfolio manager presso Intesa San Paolo, una delle principali banche italiane. In questa posizione, approfondisce le sue strategie di trading quantitativo e lavora a stretto contatto con altri trader istituzionali di successo.

2007: Decide di diventare un trader indipendente, applicando le strategie sviluppate negli anni precedenti ed esplorando nuove opportunità di mercato.


Ma per Gianluca il richiamo dei mercati è troppo forte. Dopo anni di carriera in banca, matura la decisione di mettersi in proprio e di diventare un trader indipendente a tempo pieno. È una scelta coraggiosa, che richiede determinazione e fiducia nelle proprie capacità.

Gianluca sa che il mondo del trading retail è molto diverso da quello istituzionale. Sa che dovrà fare i conti con capitali più limitati, con orizzonti temporali diversi, con una concorrenza agguerrita. Ma è anche cosciente di avere le competenze e l’esperienza necessarie per affrontare questa sfida.

Differenze tra istituzionali e trader retail

Proprio questa lunga esperienza in Intesa San Paolo ci consente nel corso dell’intervista di trovare alcune conferme rispetto a quanto trattato precedentemente sulle differenze di operatività tra trader istituzionali e retail. 

Il gap di capitali e orizzonti temporali tra i due mondi

La prima e più evidente differenza tra il trading istituzionale e quello retail risiede nelle risorse a disposizione. Gli investitori istituzionali, come banche, fondi pensione, compagnie di assicurazione e fondi comuni, operano con capitali enormemente superiori rispetto ai singoli trader retail.

Questa disparità si riflette inevitabilmente sulle strategie adottate e sull’orizzonte temporale delle operazioni. I trader istituzionali possono permettersi di prendere posizioni a lungo termine, nell’ordine di mesi o addirittura anni, laddove i retail sono spesso costretti a operare su orizzonti più brevi, se non addirittura intraday.

Il gap informativo

Ma il gap tra i due mondi non si limita alle risorse finanziarie. Gli operatori istituzionali godono anche di un enorme vantaggio in termini di accesso alle informazioni e di capacità analitica.

Le grandi istituzioni finanziarie dispongono di team di analisti dedicati, in grado di processare enormi quantità di dati e di fornire indicazioni preziose sui trend di mercato. Hanno accesso a ricerche esclusive, a modelli previsionali sofisticati, a un network di contatti di primissimo livello.

Tutto questo si traduce in una capacità di interpretare i mercati che i singoli trader retail difficilmente possono eguagliare. Non è solo una questione di risorse, ma anche di know-how proprietario accumulato nel corso di decenni di esperienza.

Perché i retail non possono semplicemente copiare le strategie degli istituzionali

Di fronte a questo divario, molti trader retail sono tentati di cercare scorciatoie, di “copiare” le strategie degli istituzionali nella speranza di replicarne i successi. Ma si tratta di un’illusione pericolosa.

Le strategie degli istituzionali sono calibrate sulle loro specifiche esigenze e sulle loro risorse. Non sono progettate per essere replicate da singoli trader con capitali limitati. Inoltre, spesso si basano su informazioni e analisi che non sono di dominio pubblico.

Cercare di imitare gli istituzionali senza averne i mezzi è un po’ come cercare di guidare una Formula 1 dopo aver preso la patente. Il rischio di schiantarsi è altissimo.

I rischi di porre un’eccessiva fiducia nei flussi di ordini osservabili

Un errore comune tra i trader retail è quello di riporre un’eccessiva fiducia nei flussi di ordini osservabili sulle piattaforme, nella convinzione che questi riflettano le mosse degli istituzionali.

In realtà, questi flussi rappresentano solo un pezzo del puzzle delle operazioni complessive e non sempre sono indicativi delle reali intenzioni degli operatori istituzionali. Basare le proprie decisioni di trading solo su questi dati può essere fuorviante e pericoloso

I consigli di Gianluca Salvatori per i trader retail

Forte della sua esperienza nel trading istituzionale e indipendente, Gianluca Salvatori nell’intervista offre consigli preziosi per tutti coloro che vogliono avvicinarsi al trading con un approccio serio e consapevole. Consigli che partono da una profonda conoscenza dei mercati e delle dinamiche che li governano, ma che tengono conto anche delle esigenze e delle difficoltà dei trader retail.

L’importanza di adottare un approccio graduale, compatibile con altri impegni lavorativi

Uno dei primi suggerimenti di Gianluca è quello di iniziare a fare trading con gradualità, senza pretendere di rivoluzionare la propria vita dall’oggi al domani. Il trading può essere un’attività molto impegnativa, soprattutto dal punto di vista emotivo, e richiede tempo per essere appresa e metabolizzata.

Per questo, è spesso consigliabile iniziare a fare trading part-time, conciliandolo con altri impegni lavorativi. Ciò permette di costruire gradualmente le proprie competenze senza soffrire l’ansia di dover generare subito profitti, consentendo di testare la propria attitudine al trading senza mettere a rischio la propria stabilità economica.

La necessità di adattarsi dinamicamente al mercato

Un altro aspetto fondamentale sottolineato da Gianluca è la necessità di adattarsi dinamicamente al mercato. I mercati finanziari sono in continua evoluzione, influenzati da una moltitudine di fattori economici, politici e sociali. Come abbiamo visto anche in altri articoli sul nostro blog, cercare di applicare rigidamente sempre le stesse strategie, senza tener conto del contesto, è una ricetta per il fallimento.

Il trader di successo è colui che sa leggere il mercato, cogliere i trend emergenti ed adattare il proprio approccio di conseguenza. Questo richiede flessibilità mentale, capacità di analisi e velocità di reazione.

Accettare e gestire correttamente i loss

Un tema ricorrente nell’intervista a Gianluca è l’importanza di accettare e gestire correttamente le perdite. Il trading è un’attività che comporta inevitabilmente dei rischi e delle perdite. Pensare di poterle evitare completamente è un’illusione.

Ciò che distingue i trader di successo non è l’assenza di perdite, ma la capacità di gestirle in modo razionale e disciplinato. Questo significa definire chiaramente il proprio livello di rischio accettabile, utilizzare sempre stop loss e non lasciarsi trascinare dalle emozioni quando una posizione va in rosso.

Come ripartire dopo un drawdown pesante

Legato al tema delle perdite è quello dei drawdown, ovvero dei periodi di perdita prolungata. Ogni trader, anche il più esperto, si trova prima o poi a dover affrontare fasi di drawdown. Il fattore differenziante sta nella capacità di gestirle e di ripartire.

Gianluca suggerisce di affrontare questi momenti con calma e lucidità, evitando di farsi prendere dal panico o dalla frustrazione. È importante analizzare le cause del drawdown, capire se dipendono da errori nella propria strategia o da fattori di mercato contingenti.

Se necessario, può essere opportuno prendersi una pausa, ridurre l’esposizione o addirittura fermarsi temporaneamente per ritrovare la serenità mentale. L’importante è non cercare di recuperare le perdite aumentando l’aggressività delle operazioni, un errore che spesso porta a drawdown ancor più disastrosi.

Il valore della costanza e della disciplina nel lungo termine

Infine, Gianluca sottolinea il valore della costanza e della disciplina nel lungo termine. Il trading non è un’attività dove il successo arriva dall’oggi al domani. Richiede studio, pratica e perseveranza.

I risultati vanno valutati su un orizzonte di mesi o addirittura anni, non di giorni o settimane. Solo mantenendo un approccio costante e disciplinato nel tempo è possibile costruire competenze solide e ottenere risultati duraturi.

Questo significa anche saper resistere alla tentazione di cambiare strategia ad ogni difficoltà, o di inseguire l’ultimo metodo di moda. La chiave è trovare un approccio che funziona per noi, coerente con il nostro stile e le nostre attitudini, e portarlo avanti con determinazione.

I consigli di Gianluca non sono formule magiche per un successo immediato, ma indicazioni preziose per chiunque voglia fare del trading una professione seria e gratificante nel lungo termine. Seguirli richiede impegno e dedizione, ma è il modo migliore per costruire un futuro da trader di successo.

Attenzione ai falsi miti e ai guru del trading

Nel mondo del trading, purtroppo, non mancano i falsi miti e i sedicenti guru pronti a promettere facili guadagni e strategie infallibili. Si tratta di un fenomeno pericoloso, che rischia di attrarre i trader meno esperti con illusioni fuorvianti e spesso costose. Nel corso dell’intervista Gianluca Salvatori mette in guardia contro questi pericoli e sottolinea l’importanza di adottare un approccio onesto, prudente e realistico al trading.

La pericolosità di chi promette facili guadagni

Uno dei miti più pericolosi nel mondo del trading è quello dei facili guadagni. Spesso veicolato da guru o pubblicità ingannevoli, questo mito fa leva sul desiderio di arricchimento rapido e sulla scarsa conoscenza dei meccanismi dei mercati finanziari.

La realtà, come spiega Gianluca, è ben diversa. Il trading è un’attività complessa, che richiede studio, dedizione e disciplina. Non esistono formule magiche o scorciatoie per il successo. Chiunque prometta guadagni facili e immediati, senza sforzo o rischio, sta probabilmente mentendo o nascondendo qualcosa.

Cadere in queste trappole può essere molto pericoloso. Nella migliore delle ipotesi, si rischia di perdere tempo e denaro in strategie inefficaci o in corsi di dubbia utilità. Nella peggiore, ci si può esporre a rischi finanziari ben oltre le proprie possibilità, con conseguenze potenzialmente disastrose.

Il trading come seria attività imprenditoriale, non una scommessa

Per evitare questi pericoli, è fondamentale approcciarsi al trading con la giusta mentalità. Come sottolinea Gianluca, il trading va visto come una seria attività imprenditoriale, non come una scommessa o un gioco d’azzardo.

Questo significa trattare il trading con la stessa serietà e professionalità che si applicherebbe a qualsiasi altra attività di business. Richiede pianificazione, gestione del rischio, controllo delle emozioni ed un continuo tentativo di miglioramento.

Significa anche essere onesti con se stessi riguardo alle proprie capacità e ai propri limiti. Non tutti hanno le attitudini o le risorse per fare del trading una professione a tempo pieno. Per molti, può essere più saggio considerarlo un’attività secondaria o un investimento a lungo termine, da affiancare ad altre fonti di reddito.

L’importanza di un approccio onesto, prudente e realistico

In ultima analisi, l’antidoto migliore contro i falsi miti e le illusioni del trading è un approccio onesto, prudente e realistico

  • Onesto nel riconoscere che il trading comporta sempre dei rischi e che i guadagni non siano mai garantiti;
  • Prudente nel gestire il proprio capitale e nel non esporsi oltre le proprie possibilità; 
  • Realistico nell’accettare che il successo richieda tempo, sforzo ed una continua dedizione all’apprendimento.

Come spiega Gianluca, questo approccio può sembrare meno attraente delle promesse mirabolanti dei falsi guru, ma è l’unico che offre reali prospettive di successo nel lungo termine. Richiede pazienza, umiltà e duro lavoro, ma che può ripagare con soddisfazioni professionali e personali ben più appaganti di qualsiasi illusione di facili guadagni.

In un settore spesso confuso e pieno di insidie, l’onestà, la prudenza e il realismo rappresentano forse le qualità più preziose per un trader

Spunti di riflessione

L’intervista a Gianluca Salvatori offre una panoramica ricca e sfaccettata del mondo del trading, con spunti di riflessione preziosi sia per i principianti che per i trader più esperti. Dalla sua storia personale alle differenze tra trading istituzionale e retail, passando infine ai consigli pratici ed ai falsi miti da sfatare. 

Tra i tanti spunti emersi, alcuni meritano una particolare attenzione. Innanzitutto, l’importanza di adottare un approccio graduale e compatibile con altri impegni. Il trading non è una formula magica per arricchirsi velocemente, ma un’attività che richiede tempo, studio e dedizione. Iniziare in modo part-time, senza mettere a rischio la propria stabilità economica, è spesso la scelta più saggia.

Un altro tema centrale è quello dell’adattabilità. I mercati sono in continua evoluzione e il trader di successo è colui che sa leggere questi cambiamenti e adattare di conseguenza le proprie strategie

Non meno importante è la gestione corretta delle perdite e dei drawdown. Accettare che il rischio sia parte integrante del trading, sapere quando tagliare le perdite e come ripartire dopo una fase negativa: sono tutte competenze che distinguono il trader amatoriale da quello professionale.

L’importanza di una solida formazione e di un approccio step-by-step

Emerge in modo chiaro dall’esperienza di Gianluca l’importanza di una solida formazione per chiunque voglia avvicinarsi al trading. Non si tratta solo di imparare tecniche o strategie, ma di costruire un bagaglio di conoscenze e competenze a 360 gradi.

Questo include certamente lo studio dei mercati e degli strumenti finanziari, ma anche la psicologia del trading, la gestione del rischio, l’analisi statistica. Senza dimenticare competenze trasversali come la disciplina, la resilienza emotiva, la capacità di prendere decisioni sotto pressione.


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Altrettanto cruciale è l’adozione di un approccio step-by-step. Il trading è un’arte che si perfeziona nel tempo, attraverso l’esperienza e il confronto continuo con i mercati. Nessuno diventa un trader esperto dall’oggi al domani: è un percorso fatto di piccoli progressi quotidiani, di lezioni apprese da ogni successo e da ogni errore.

Formazione continua e crescita graduale sono i pilastri su cui costruire una carriera di trading solida e gratificante nel lungo termine.

Guarda ora la puntata completa del podcast!

I temi affrontati in questa intervista sono solo un assaggio della ricchezza di spunti e riflessioni offerte da Gianluca Salvatori. Per approfondire questi argomenti e scoprirne di nuovi, vi invitiamo a visionare la puntata del podcast a questo link.

Oltre un’ora di conversazione con uno dei trader più esperti e stimati del panorama italiano, un’occasione unica per immergersi nel mondo del trading attraverso gli occhi di chi lo vive da protagonista ogni giorno. Un viaggio appassionante tra i segreti dei mercati, le sfide della professione e le strategie per il successo.


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Flavio "L4z0r" F.

Full-time Trader; SaviusLLC blogger. Twitter profile: https://twitter.com/L4z0r