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Dopo il successo della prima puntata di Traders Talk, il podcast ufficiale di Savius, siamo felici di presentarvi un nuovo entusiasmante episodio. Questa volta, abbiamo avuto il piacere di intervistare Enrico Stucchi, noto trader ibrido con un enorme bagaglio esperienziale nei mercati finanziari, oggi riconosciuto come uno dei maggiori esperti italiani di trading sistematico e di analisi dei volumi. 

Con oltre vent’anni di esperienza nel settore, Enrico ha sviluppato strategie di trading uniche che combinano trading sistematico, lettura delle dinamiche di orderflow ed una comprensione approfondita della psicologia dei mercati. La sua storia è d’ispirazione per molti aspiranti trader. In questo articolo esploreremo i punti salienti dell’intervista, che potete ascoltare integralmente cliccando qui.

Nella puntata del podcast Enrico ci porta alla scoperta dei segreti del suo successo, condividendo con noi la sua filosofia di trading, le lezioni apprese nel corso del tempo ed i consigli per chi si avvicina a questo affascinante mondo.


L’approccio di Enrico Stucchi al trading

Le prime esperienze

Enrico Stucchi muove i suoi primi passi nel mondo del trading all’inizio degli anni 2000. Nonostante la sua formazione da chimico e il suo lavoro come dirigente in una multinazionale delle telecomunicazioni, Enrico sente fin da subito una forte attrazione per i mercati finanziari.

Come molti neofiti dell’epoca, inizia ad investire durante la bolla della new economy, subendo le prime perdite. Queste esperienze negative, tuttavia, non hanno fatto altro che alimentare la sua curiosità e determinazione a comprendere la vera natura delle dinamiche che regolano i mercati.

L’evoluzione della metodologia di Enrico nel corso degli anni

Enrico ha sperimentato diverse metodologie di trading, passando dall’analisi tecnica classica al trading sistematico. Questa evoluzione è stata guidata dalla sua continua ricerca di un “edge”, ovvero di un vantaggio statistico sui mercati, da completo autodidatta.

I suoi primi risultati positivi sono arrivati quando si è concentrato sullo sviluppo di trading system automatici, cercando di individuare pattern ricorrenti e regole oggettive per operare, anche passando attraverso il backtesting e la validazione statistica dei pattern di analisi tecnica e segnali di indicatori spacciati come profittevoli dai propri promotori, che puntualmente risultavano non presentare alcun tipo di vantaggio statistico diverso da un puro “coin flip”. 

Enrico ha quindi realizzato che il trading puramente sistematico presentava dei limiti, soprattutto in termini di adattabilità alle diverse condizioni di mercato.

L’importanza dell’analisi volumetrica e dell’Order Flow

Una svolta fondamentale nell’approccio di Enrico al trading è arrivata con la scoperta dell’analisi volumetrica e, in particolare, dell’Order Flow. Questo tipo di analisi si focalizza sulla comprensione delle dinamiche che regolano l’interazione tra liquidità passiva ed i partecipanti attivi, cercando di individuare i flussi di denaro che muovono realmente il mercato.

Enrico ha trovato nella lettura delle dinamiche di orderflow la chiave per fare un salto di qualità nelle sue performance e di sviluppare un approccio più consapevole e raffinato al trading.

l’approccio attuale di un trader ibrido, tra sistematico e discrezionale

Oggi Enrico Stucchi utilizza un approccio ibrido che combina elementi di trading sistematico e discrezionale. Da un lato si affida a regole oggettive ed a pattern statisticamente validati per individuare le opportunità di ingresso e di uscita dal mercato. Dall’altro, utilizza l’analisi dei volumi e delle dinamiche di orderflow per contestualizzare i segnali, gestendo quindi  in modo flessibile le sue posizioni.

Questo approccio gli consente di sfruttare i punti di forza di entrambe le metodologie ed il risultato è un metodo di trading robusto, adattabile ed in grado di generare risultati consistenti nel lungo periodo.


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La gestione emotiva ed i bias comportamentali nel trading

Il ruolo cruciale della psicologia nel trading

Uno dei temi ricorrenti nel nostro blog è l’importanza della gestione emotiva nel trading ed in particolare la relazione tra impulsività e razionalità. Particolare attenzione è stata dedicata a questo tema nel nostro precedente articolo “Il trader – un mestiere per tutti?” di cui vi consigliamo la lettura. 

Enrico Stucchi, nel corso della sua lunga carriera, ha imparato sulla propria pelle quanto la gestione delle emozioni sia fondamentale per essere degli operatori di successo sui mercati finanziari.

Secondo Enrico, la componente emotiva può fare la differenza tra un trader profittevole e uno in perdita, indipendentemente dalla validità della strategia utilizzata. Le emozioni, se non adeguatamente controllate, possono portare a prendere decisioni impulsive ed irrazionali, compromettendo inevitabilmente i risultati.

I principali bias cognitivi che colpiscono i trader

Durante l’intervista, Enrico ha identificato alcuni dei bias cognitivi più comuni che affliggono i trader:

  1. Il “Bastian contrario”: la tendenza a voler sempre andare contro il mercato, cercando di comprare sui minimi e vendere sui massimi, anche quando le condizioni non sono favorevoli.
  2. L’ancoraggio all’idea iniziale: la difficoltà a cambiare opinione anche di fronte a evidenze contrarie, rimanendo ancorati al proprio bias.
  3. L’illusione del controllo: la convinzione di poter prevedere e controllare il mercato, sottostimando il ruolo del caso e della probabilità.
  4. Il bias di conferma: la tendenza a cercare informazioni che confermano le proprie ipotesi, ignorando quelle che le contraddicono.

Riconoscere questi bias è il primo passo per imparare a gestirli, arrivando a prendere decisioni più oggettive e razionali, in linea con la propria strategia di trading. 

Strategie efficaci per gestire le emozioni mentre si opera

Per Enrico Stucchi, la chiave per una gestione efficace delle emozioni nel trading risiede in alcune strategie fondamentali:

  • Sviluppare una mentalità probabilistica: accettare che ogni trade è solo uno dei tanti e che l’esito di un singolo trade non determina il successo nel lungo periodo.
  • Definire regole chiare: avere un piano di trading ben definito, con regole di ingresso, gestione e uscita precise, aiuta a ridurre l’impatto delle emozioni.
  • Utilizzare una corretta gestione del rischio: dimensionare correttamente le posizioni in base al proprio capitale e alla propria tolleranza al rischio, evitando di esporsi eccessivamente.
  • Mantenere un journal di trading: annotare le proprie operazioni, le motivazioni dietro ogni decisione e le emozioni provate aiuta a prendere consapevolezza dei propri comportamenti ed a migliorarli nel tempo.

Consigli pratici di Enrico per il controllo emotivo

Oltre alle strategie generali, Enrico ha condiviso alcuni consigli pratici per migliorare il controllo emotivo durante il trading:

  1. Fare trading solo quando si è nella giusta condizione mentale: evitare di operare quando si è stanchi, stressati o emotivamente turbati.
  2. Prendersi delle pause: allontanarsi periodicamente dai grafici per ricaricare le energie e mantenere una prospettiva di lungo periodo.
  3. Focalizzarsi sul processo, non sul risultato: concentrarsi sulla corretta esecuzione del proprio piano di trading, piuttosto che sul profitto o la perdita di ogni singola operazione.
  4. Accettare l’incertezza: riconoscere che il trading è un’attività probabilistica e che non esiste il “Santo Graal” o la strategia perfetta.

Applicando questi principi e lavorando costantemente sulla propria mentalità, è possibile migliorare notevolmente la propria performance di trading.


Consigli per chi inizia a fare trading

Valutare attentamente se il trading faccia per te

Prima di iniziare a fare trading è fondamentale chiedersi se questa attività sia realmente adatta alle proprie caratteristiche e aspirazioni. Come sottolinea Enrico, il trading è un mestiere complesso e impegnativo, che richiede dedizione, disciplina e una forte capacità di gestire lo stress.

Non tutti sono tagliati per fare i trader, e non c’è nulla di male in questo. È meglio realizzarlo subito, piuttosto che dopo aver investito tempo e denaro in un’attività che non fa per noi.

L’importanza di un approccio scettico e realista

Un altro consiglio di Enrico è quello di approcciarsi al trading con un sano scetticismo e realismo. Il mercato è pieno di promesse relative a facili guadagni e di “guru” che vendono il sogno di diventare milionari in poco tempo. La realtà, tuttavia, è ben diversa.

Il trading è un’attività in cui la maggior parte delle persone perde denaro. Diventare trader profittevoli significa dedicare anni di studio e pratica. Diffidare di chi promette risultati straordinari senza sforzo è il primo passo per evitare delusioni e perdite.

Come formarsi in modo efficace quando si è alle prime armi

Per chi è alle prime armi, la formazione è un aspetto cruciale. Tuttavia, con l’abbondanza di risorse disponibili online, scegliere il percorso formativo giusto può essere una sfida.

Secondo Enrico, un buon punto di partenza è quello di studiare i concetti base del trading in modo autonomo, utilizzando libri, articoli (come quelli contenuti in questo blog NdR) e video gratuiti di qualità. Questo permette di costruire una solida base di conoscenze e di sviluppare un proprio pensiero critico.

Solo in un secondo momento, quando si ha già un’idea di cosa sia il trading e di cosa comporti, ha senso considerare di investire in corsi o mentorship.

Criteri per scegliere formatori seri e competenti

Nel momento in cui si decide di affidarsi a un formatore o a una scuola di trading, è fondamentale saper distinguere i professionisti seri da chi vuole solo vendere un prodotto.

Ecco alcuni criteri suggeriti da Enrico per scegliere un formatore di qualità:

  1. Verificare la sua esperienza e i suoi risultati: un buon formatore dovrebbe avere anni di esperienza sui mercati e un track record verificabile di profittabilità.
  2. Valutare la trasparenza e l’onestà: diffidare di chi promette risultati garantiti o chi non è trasparente riguardo ai rischi del trading.
  3. Considerare la metodologia: il formatore dovrebbe insegnare un metodo di trading completo, che comprenda la gestione del rischio e la psicologia, non solo l’analisi dei grafici.
  4. Verificare la reputazione: cercare recensioni e opinioni di altri studenti, per farsi un’idea della qualità del corso e dell’assistenza fornita.

Scegliere il formatore giusto può fare una grande differenza nel proprio percorso di apprendimento, ma ricordiamo che nessun corso, per quanto valido, può sostituire lo studio e la pratica individuale.


FAQ

Quanto tempo serve per diventare un trader profittevole?

Una delle domande più frequenti tra chi si avvicina al trading riguarda il tempo necessario per diventare profittevoli. La risposta, come spiega Enrico Stucchi, non è semplice né univoca.

Diventare un trader di successo richiede tempo, dedizione ed una buona dose di talento. Alcuni potrebbero impiegare pochi mesi per raggiungere una profittabilità consistente, mentre altri potrebbero metterci anni o non arrivarci mai.

In generale, Enrico stima che per la maggior parte delle persone, con un impegno serio e costante, possano essere necessari almeno 6-12 mesi per acquisire le basi del trading e iniziare a vedere i primi risultati positivi. Tuttavia, la vera maestria richiede anni di pratica e perfezionamento.

Trading sistematico o discrezionale: quale scegliere?

Un altro dilemma comune tra i trader è la scelta tra un approccio sistematico (basato su regole rigide e algoritmi) e uno discrezionale (basato sull’interpretazione soggettiva dei grafici).

Per Enrico anche qui non esiste una risposta univoca. Entrambi gli approcci hanno vantaggi e svantaggi, e la scelta dipende dalle caratteristiche e dalle preferenze individuali.

Il trading sistematico è più adatto a chi preferisce un approccio meccanico e disciplinato, basato su regole oggettive. Tuttavia, richiede competenze di programmazione e può essere meno flessibile in situazioni di mercato inusuali.

Il trading discrezionale, d’altra parte, permette una maggiore adattabilità e creatività, ma richiede una grande disciplina emotiva e una profonda comprensione dei mercati.

Secondo Enrico l’approccio ideale è spesso un ibrido tra i due, combinando la solidità delle regole sistematiche con la flessibilità dell’interpretazione discrezionale.

Come individuare il proprio “edge” nel trading

Trovare un “edge”, ovvero un vantaggio statistico sui mercati, è fondamentale per il successo nel trading. Ma come si fa a individuarlo?

Per Enrico, la chiave sta nello studio approfondito dei mercati e nella sperimentazione di diverse strategie. Solo testando un’idea di trading su dati storici (backtest) e in tempo reale (forward test) si può verificare se essa abbia un’effettiva validità statistica.

Tuttavia, Enrico mette in guardia dal considerare il backtest come una garanzia di risultati futuri. I mercati sono in continua evoluzione, e ciò che ha funzionato in passato potrebbe non funzionare in futuro.

L’edge, quindi, va costantemente monitorato e aggiornato, adattandolo alle mutevoli condizioni di mercato. Solo così può diventare un reale vantaggio competitivo nel lungo periodo.


Conclusioni

L’intervista con Enrico Stucchi offre una preziosa opportunità per tutti coloro che desiderano avvicinarsi al trading o migliorare le proprie competenze. Imparare da chi ha già raggiunto il successo in questo campo è fondamentale per accorciare la propria curva di apprendimento ed evitare errori comuni.

La storia di Enrico dimostra che il trading non è un gioco d’azzardo, ma una professione seria che richiede impegno, studio e disciplina. Il suo percorso, partito da zero e arrivato ai vertici del trading sistematico e discrezionale, è un esempio concreto di come dedizione e perseveranza possano portare a risultati straordinari.

Ascoltando le parole di Enrico, emerge chiaramente l’importanza di adottare un approccio umile e aperto all’apprendimento continuo. Anche dopo anni di successo sui mercati, egli continua a studiare, sperimentare e mettere in discussione le proprie convinzioni, consapevole che nel trading non esista una formula magica o un punto di arrivo definitivo.

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Flavio "L4z0r" F.

Full-time Trader; SaviusLLC blogger. Twitter profile: https://twitter.com/L4z0r

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